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Mal di Montagna

 Se il corpo umano viene portato a superare altezze superiori ai 3mila metri, innesca dei meccanismi di difesa che è meglio conoscere e non sottovalutare.
 Il fenomeno è ben noto agli specialisti di medicina aeronautica, considerato che, per gli astronauti e piloti, lo sbalzo di pressione è il  problema fisico principale da affrontare.
"L'importante, innanzi tutto, è capire il meccanismo di funzionamento" che,tra l'altro, è piuttosto semplice. L'ossigeno viene aspirato dai polmoni e da questi passa nel sangue, per essere trasportato, tramite il nostro sistema circolatorio, ai tessuti.L'ossigeno che passa dai polmoni al sangue è favorito dalla differenza tra la pressione degli alveoli polmonari e quella del sangue stesso ed infine quella dei tessuti, la più bassa di tutte. Questo ciclo funziona perfettamente al livello del mare, dove la pressione è più che sufficiente ad irrorare tutti i tessuti. Ma quando si sale di quota, scende la pressione atmosferica e, con essa, quella degli alveoli polmonari, portando al minimo la differenza con la pressione a livello di tessuti. Quindi, piu' si sale, piu' il sangue fa  fatica ad ossigenare l'organismo. Effetti significativi sono stati riscontrati oltre i 3mila metri. Oltre tale quota, il nostro fisico reagisce compensando in vari modi. Innanzi tutto, la respirazione diventa più frequente, poi il battito cardiaco aumenta. Per gli appassionati di montagna, che salgono a bassa velocità, il problema è inferiore, rispetto ai piloti. Ma per i cardiopatici, è necessario fare attenzione. Le cautele devono essere ancora maggiori quando si utilizzano impianti di risalita come le funivie o le cabinovie, in grado di portarci velocemente in quota.
Si consiglia di scendere immediatamente di quota!
 
   
 
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