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RESPIRAZIONE ed energia interna
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In montagna è fondamentale imparare a
respirare nel modo corretto, riuscendo
ad utilizzare l'energia interna con la
quale si può ottenere un aiuto
supplementare.
In situazioni particolari, ad esempio
quando la nostra vita è in pericolo
oppure in un attacco di pazzia,
riusciamo a sviluppare una forza
sorprendente che assolutamente non ha
nulla a che vedere con il nostro
sviluppo fisico e muscolare, questa è
l'energia interna.
Alcuni maestri cinesi di arti marziali,
durante la respirazione l'aria non solo
cede al corpo ossigeno, ma anche il
Ch'i, l'energia interna che tutti
possediamo, può essere convogliata come
meglio si crede.
La respirazione
I tempi e i ritmi che animano in nostro
organismo sono molti, ma i più
importanti sono il ritmo cardiaco e la
respirazione. Le emozioni alterano
questi ritmi, ma come sul cuore è
difficile intervenire, sulla
respirazione possiamo riuscire a
modificarla a vantaggio nel nostro
corpo. Una violenta emozione accellera
il nostro battito cardiaco e aumenta la
frequenza della respirazione;
considerando che sono collegati tra
loro, controllando la respirazione
riusciremo ad abbassare anche i battiti
cardiaci.
La nostra respirazione deve essere
coordinata con il movimento del corpo,
in questo modo ci permetterà di
procedere, specialmente nell'attività
sportiva, con un ritmo regolare,
armonioso e meno faticoso.
Le fasi della respirazione sono 2
e seguono una logica:
nell'inspirazione introduciamo nel
nostro organismo l'energia, mentre nella
fase di espirazione utilizziamo e
convogliamo questa energia, orientandola
dove ci occorre!
La respirazione interessa 2 parti del
nostro corpo, il torace e l'addome,
divisi dal diaframma.
Normalmente utilizziamo la respirazione
toracica, in cui si gonfia il torace
riempiendo i polmoni di aria nella fase
di inspirazione e si comprime il torace
nella fase in cui l'aria viene spinta
fuori, cioè l'espirazione.
Nella respirazione diaframmatica non si
muove la cassa toracica, ma si ispira
abbassando il diaframma, gonfiando lo
stomaco. E' necessario rilassare i
muscoli nella fase di espirazione quando
l'addome si ritira e rilascia l'aria.
Respirando in questa maniera possiamo
far circolare una quantità d'aria e di
energia maggiore, permettendoci di
raggiungere con l'ossigeno gli alveoli
polmonari.
Ecco il ciclo respiratorio:
Inspirazione: i muscoli addominali sono
decontratti e il ventre si dilata
Espirazione: i muscoli addominali
vengono contratti
Poco per volta e sempre sotto la guida
di un buon maestro di Yoga o di arti
marziali, si può arrivare a visualizzare
nella nostra mente lo scorrere
dell'energia interna nel nostro corpo, e
imparare a canalizzarla dove meglio
serve. La corretta tecnica respiratoria,
la meditazione e la pratica, ci
aiuteranno ad affrontare meglio le
situazioni che nella vita si possono
incontrare, applicandone il senso anche
alla montagna, mentre si sale,
regolarizzando la respirazione.
La ventilazione polmonare è possibile
solo per differenza di pressione. L'aria
penetra all'interno dei polmoni solo se
in essi vi è una pressione minore e
l'espulsione dell'aria avviene solo se
la pressione nei polmoni è maggiore di
quella esterna.
Il nostro corpo deve essere allenato a
respirare il più possibile con il naso,
anche se fa entrare meno aria
perchè il contatto con la mucosa nasale
ha la funzione di trattenere le
particelle e preriscalda l'aria in modo
che arrivi nei polmoni piu' calda.
L'organismo avverte da se la necessità
di passare ad una respirazione con la
bocca quando ha bisogno di maggiore
ossigeno come avviene in sforzi intensi
e prolungati.
In un uomo sano adulto a riposo la
frequenza respiratoria è di 13-16 atti
al minuto. Sotto sforzo questi possono
arrivare fino a 30 al minuto. A parità
di carico nei soggetti allenati, la
frequenza respiratoria a riposo è più
bassa dei soggetti non allenati.
Una respirazione lenta e profonda
soprattutto nella fase di recupero offre
molti vantaggi: tutte le zone polmonari
sono ventilate, gli scambi gassosi sono
migliori, il recupero è migliore.
L'esecuzione regolare degli esercizi
respiratori rafforza la muscolatura,
aumenta il volume polmonare e la
capacità vitale con la quale viene
intesa la quantità massima di aria che
si può emettere dai polmoni con
un'espirazione forzata.
Alcuni studi hanno riscontrato che su
alcuni soggetti che praticano la
respirazione yoga, portati in alta quota
non hanno sofferto di mal di montagna, i
ricercatori avevano formulato l’ipotesi
che con atti respiratori lenti e
profondi si distribuisce meglio l'aria
nei polmoni e quindi una miglior
ossigenazione del sangue.
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Argomento
RESPIRAZIONE
Consigli e meccanismo
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